Beve

Il corpo elegante indossa decine d’anni e sfila sottile dentro un trench annodato. Sul viso un molle gonfiore dei tratti tradisce, dando al volto una sensuale bellezza lontana dalla giovinezza.
Lui è arrivato senza invito, ospite inatteso, ma subito gradito.
È piacevole e brillante. Si è portato in poco oltre il segno che contraddistingue la cerchia stretta.
Che lui sia il suo vizio lo si intuisce da un gesto degli occhi che si abbassano appena.
Lei cammina inseguendo il pensiero, già persa. E insiste nel vizio che si è fatto più vicino, come un amico di vecchia data, necessario per rendere i momenti freschi, densi e importanti.
È per mantenere viva l’emozione che a grandi sorsi attinge da bocce trasparenti, disposte in ordine nella cantina dei suoi pensieri.
Lei beve. Beve il flusso dei ricordi, vi si immerge rendendo il tempo un lago quieto e fermo che non va oltre le sponde.
E il suo presente dondola sull’onda dei ricordi, alla deriva di un’oltraggiosa vita vera.

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