Favola di Natale

auguri

Appena sveglia Martina corse nell’altra camera, si buttò sul grande letto e, abbracciandolo, chiese al padre:
-Papà, hai un pezzo del mio puzzle?-
-No piccola, mi dispiace, ma ti prometto che sarai sempre la mia bambina.- E se la strinse addosso.
La domenica, Martina chiese al nonno:
-Tu hai un pezzo del mio puzzle?-
-No cara, ma se mi prendi per mano andiamo a passeggio io e te.- Fu una bella giornata e al rientro la bimba, accarezzandolo, chiese al gatto:
-E tu hai forse un pezzo del mio puzzle?-
-Non so cosa sia, io posso dormire sulla tua pancia.- E così fece ronfando beato, ma arrivò la sorellina di Martina che disse:
-Io non ho un pezzo di puzzle, però ho la bambola, vieni con me! E corsero via insieme.
Qualche giorno dopo, mentre la madre l’aiutava a vestirsi, Martina chiese:
-Mamma, tu hai un pezzo del mio puzzle?-
-Mi dispiace bimba, non ce l’ho; posso però svelarti i segreti per diventare donna.- Martina fu entusiasta dell’idea.
Quando arrivò a scuola chiese al maestro:
-Lei ha, per caso, un pezzo del mio puzzle?-
-Non credo proprio Martina, ma se mi segui posso insegnarti a giocare con i numeri e le parole.- E giocarono insieme.
Martina cresceva e continuava a chiedere a tutti se avessero un pezzo del suo puzzle. Lo chiese ai cavalli che la fecero montare in groppa per farle sentire il vento; lo chiese agli alberi, all’erba, ai fiori, alle montagne e al mare che le offrirono gioia. Lo chiese agli amici e ai compagni di scuola, che risposero in coro:
-No, ma ti aiutiamo a cercarlo!-
Era già passato molto tempo e Martina chiese ad un uomo:
-Hai un pezzo del mio puzzle?-
-No, amore mio, io ho te!-
Lo chiese anche al loro bambino:
-Piccolo, tu ce l’hai un pezzo del mio puzzle?-
E il bimbo, stampandole un bacione umido sulla guancia, le disse:
-Puoi accontentarti di questo?-
Un giorno, Martina, fece la sua domanda al barista:
-Cara signora, io ti offro un caffè!- Fece la domanda alla fornaia che le regalò un panino, al commesso che le offrì un sorriso e al benzinaio che le pulì il cristallo dell’auto.
Ormai Martina era diventata molto vecchia. Viveva sola e quella notte, la notte di Natale, il sonno non voleva proprio farle compagnia. Si alzò dal letto e se ne andò in cucina. Non accese la luce, quella della luna entrava dalle finestre e un raggio cadeva proprio al centro del tavolo dove qualche cosa brillava. Martina si avvicinò e trovò un sacchettino. Lo aprì e subito uscirono centinaia di pezzetti.
-I pezzi del mio puzzle!-
I pezzetti cominciarono a cercarsi e ad attaccarsi da soli uno all’altro. Ci misero un bel po’ e solo quando il sole era già sorto, Martina potè vedere il suo puzzle completo: un grande disegno dove c’erano i volti di tutte le persone, i musi di tutti gli animali e tutto quanto, bello e brutto, buono o doloroso, avesse incontrato nella sua vita.
– Grazie. Per fortuna siete arrivati tutti!- Esclamò. -Se anche un solo di voi non fosse stato presente, avrei perso molto.-

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