Parole orizzontali

terenzin

Terezin, il lager dei bambini, è diventato una testimonianza perpendicolare, una stalagmite in bronzo che ammonisce.
Guardo la forma dello stillicidio. Una goccia per bambino. Un pilastro di lacrime.
<… li hanno uccisi perché diversi… quindicimila… sterminati…>
Una piazza di parole.
<… e per loro un segno che si stagli a memoria…>
Un monumento eretto, un solido pensiero a quindicimila bambini morti.

Morti per la diversità.
<… non dimentichiamo… ricordiamo… >
Ma nel ricordo ricordiamo che erano diversi.

Penso a monumenti orizzontali. A parole che ricordino: lo sai, siamo tutti uguali.

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4 thoughts on “Parole orizzontali

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