Saluti dal disorientamento

FrecceTricolori-Rivolto100912

Cara amica,
la lingua
batte sempre
sul vuoto
di un’abitudine
estirpata.
Un abbraccio.

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Briciole

briciole

-Ciao gioia!-
Calde, candide e intriganti le parole si srotolano insinuandosi dentro di me, zucchero filato che si scioglie e mi scioglie al complice bagliore del tuo sguardo. Con un solare sorriso mi travolgi mentre navighi impacciato dentro quel corpo di adulto che sembra trattenere a stento una furiosa energia da belva in gabbia. Eppure, quando parli con me, è solo la dolcezza a trasparire: sorniona, morbida, invitante. Sei già un Re, ma non lo sai.
Quello che sai è che non mi puoi baciare e allora le tue labbra sfrontate si attardano là, dove solo un attimo prima indugiavano le mie. Tu che non fumi e non hai mai fumato, hai preteso un mozzicone. Ti atteggi, la sigaretta tra le dita e l’avvicini alla bocca intuendo sulla carta, che ancora avvolge i pochi resti di tabacco, una vaga traccia di me.
Affascinata ti guardo. Mi approprio di questi attimi, ci sprofondo dentro. Qualche cosa di me lo esige e lo esige ancora, tra imbarazzo e gioia, mentre ascolto il peso della tua testa irriverente, abbandonata sulla mia gamba che ti fa da cuscino e tu sonnecchi, disteso sulla panca di questa barca che ci riporta a casa.
Io, che so di non poterti toccare, osservo le mie mani andarsene lontano, per sprofondare nel mio compagno che mi siede accanto, irrigidito dall’invadenza inopportuna del tuo capo indolente sulla mia coscia.
Tu scherzi, ridi, parli con lui: -Mai con la donna di un amico!-
E intanto tutto di te mi compra.
Abile e amabile furfante, rubi con grazia e candore inventando pretesti: cerchi un contatto con le mani di lui, le guardi, le ammiri, le tocchi, quasi volessi portarti via i ricordi che ancora conservano di me, del mio corpo, della mia pelle, illudendoti, forse, di attenuare il bisogno prepotente che hai di conoscermi. E poi mi pretendi ancora, col sorriso tra le labbra, seduta a tavola accanto a te.
Un gioco, magistralmente messo in scena e apparentemente innocuo, ma io sento le tue dita che si insinuano sotto, dentro la carta trasparente delle mie sigarette. Ma ancora non ti basta, vuoi di più. E scivolo dentro di te, nella tua bocca, con le briciole che lasci cadere tra le labbra. Le briciole con cui ho giocato.
Così, senza neppure sfiorarci, noi che non possiamo farlo, ci amiamo di fronte agli ignari commensali. Senza guardarci negli occhi, senza alcuna parola.