A bagno

1/3 di Campari rosso, 1/3 di bianco, 1/3 di gin.

Il corpo affonda nella vasca da bagno, tutto il resto nel bicchiere.

A bagno il bruciore delle ferite si attenua e ti strappa un sorriso. Ebete, lo ammetto, ma pur sempre un sorriso. Non venite a dirmi che è triste, ci si arrangia. E poi la vostra perfezione non mi suona sincera. Ok, ok, ritiro tutto, mi scuso, alzo le mani, siete nel giusto, il manuale delle regole pronto in tasca. Tanto di capello, avere classe è un privilegio. Mi basterebbe accucciarmi ai vostri piedi, incosciente come un cucciolo. Sarebbe già vita.

Eccomi invece mentre annego ancora nei fuori schema. Mi impiglio nel filo spinato della consuetudine. Inciampo nei punti di vista diversi. Mi brucio sul rogo della fredda schiettezza.

Perdonatemi, non so mentire.

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