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di questi tempi

telefono

Fu un caso.
Una particolare congiuntura volle che tutti i pianeti del sistema si allineassero, creando un vortice di attrazione potenziato dall’energia di un’esplosione solare e questa sorta di fuso gigante, ruotando, filò un raggio di neutrini così denso da sembrare un filo di ragno teso dallo spazio profondo fino al suo cellulare.
È certo che lui non se ne accorse, non subito almeno. E anche quando capì, il modo non gli fu chiaro.
Ma che ci fosse una spiegazione scientifica era ininfluente. Ai fini pratici capire perché piove o nevica, lascia il tempo che trova, non modifica né la natura e nemmeno l’importanza dell’evento. È il risultato che conta.
E qui il risultato era inopinabile.
Il processo era semplice: lui inquadrava attraverso la fotocamera del cellulare, metteva a fuoco un oggetto o un dettaglio, nel senso che era esattamente quella la cosa, il punto che a lui interessava, a…

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2018

Che sia un anno fuori dai luoghi comuni, dalle banalità, dalle frasi di convenienza, un anno di pensieri e parole nuove, di punti di vista diversi. Dove non sia d’obbligo essere i primi della classe, dove ci si senta fieri anche quando al petto la vita ci attacca medaglie di latta. Un anno di semplicità, di piccole cose preziose, di voci sommesse, di delicato rispetto, di sorprendenti silenzi e preziosa intimità.

Che sia un anno di vita.

Il monologo di Bea

BEATRICE

anni 50

Piccola di statura, rotonda, due splendidi occhi azzurri.

Lavora in una mensa

Fine lavoro, si asciuga le mani sul grembiule, prende un piatto con una fetta di dolce e una forchetta. Parla al dolce, racconta e si siede ad un piccolo tavolo rotondo sull’unica sedia

Sono stata brava, hai visto come ho tirato su il tuo ragazzo?

Caro il mio tesoro, adesso si fa anche abbracciare!

Eh! perché dopo che voi avete fatto i vostri comodi, beh…

Dicevano che era diventato autistico

Lo shock

Tu e quell’altro che sta in galera

Non riuscivo a perdonarvi

Non posso perdonarti

Quando ho saputo che alla fine ti aveva ucciso, cara sorellina

Beh, che ti devo dire

Ti sta bene e tu sai che non mi puoi biasimare

Mi hai portato via tutto

Ben ti sta

E come vedi è stata fatta giustizia

Quello che doveva essere il mio ragazzo, quello che non ho potuto mettere al mondo

Mi è arrivato comunque.

Pensavi che sarei diventata vecchia e sola

Invece guarda un po’ chi si prenderà cura di me

Mentre qualcun’altra se ne sta triste e sola

E sotto a un metro di terra

No, non sono cattiva, non lo sono

È giustizia e poi quel ragazzo l’ho proprio cresciuto bene

È un amore

E io gli ho voluto tanto bene, molto più della sua vera madre

Da te solo il terrore

Ti rendi conto gli sei morta davanti agli occhi?

Tutto quel sangue

Si è dimenticato di te, sai?

E suo padre…

No, se avesse sposato me non sarebbe successo

Ne sono sicura

Ti rendi conto che non potevo toccarlo, non potevo abbracciarlo?

Io sono stata una vera mamma. Io ho avuto tutta la pazienza che serviva. Io ci sono sempre stata per lui. Io ho fatto in modo che tutto quell’orrore sbiadisse giorno dopo giorno nella sua testa

Io ho lavato tutto quel sangue dai suoi ricordi

Io, io, io

La storia del cane nero

di questi tempi

Orietta era davvero molto bella. Da giovane. Ora di anni neha ottanta e forse anche di più. Ha fatto la puttana, ma ai suoi tempi non c’era l’aidiesse, pensa lei. Magari ci si prendeva qualche altra malattia, ma l’aidiesse no. Comunque Orietta ne ha viste tante nella sua vita, anche senza quella malattia, ne ha viste tante come lei morire. Magari di crepacuore. Non è un bel mestiere, no, ma si può fare. A lei è andata così, non è morta e ha fatto quel mestiere, che poi, magari, ti insegna a vivere. Ti insegna a vivere perché arrivi al punto che non t’importa di morire e allora decidi che ti va di vivere. Lei, però, è stata fortunata. Sì, perché Anselmo si era proprio innamorato.

Nessuno ci ha fatto caso all’inizio. Sarà di qualcuno, hanno pensato, perché in città non esistono cani randagi. In città è tutto lindo, pindo…

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Prometeo alla Jument

Personaggi:

Il guardiano del faro

Un drone (quelli piccoli che si usano adesso per le riprese a volo d’uccello) che parla con voce femminile

Luogo:

Faro della Jument

Nord Finistére, Bretagna-Francia

Latitudine: 48°25’ nord

Longitudine: 05° 08’ ovest

Altezza: 47 metri

Portata: 22 miglia

Anno di costruzione: 1911

Il faro è raggiungibile solo via nave e una giornalista che vuole fare un servizio sul faro e sul guardiano decide di usare un drone per accedere al luogo.

La stanza all’interno del faro è lussuosissima rivestita di legni pregiati e attrezzata con i più sofisticati computer.

Un drone vola per la stanza, filma il luogo e intervista il guardiano

DRONE

Com’è vivere qui?

GUARDIANO

Bel panorama! Da una cella non sarebbe così.

D

Ma non ha nostalgia?

G

E di cosa dovrei aver nostalgia? Si è guardata intorno?

D

Delle persone… degli affetti…

G

Sa, credo che sia molto sopravalutato pensare che senza le persone la vita perda significato

D

Ma allora lei cos’è un eremita? Cerca Dio?

G

In un certo senso sì. La spiritualità ha un ruolo determinante nella mia scelta di vivere qui.

G

Cioè?

D

Cioè? Ma che domanda è? E lei sarebbe una giornalista?

D

Perché ha scelto di vivere qui in mezzo al mare, sopra ad uno scoglio dove può solo girare attorno al faro e solo quando il mare lo permette?

Il battello con le provviste arriva una volta al mese e nessuno sbarca… nemmeno io ho potuto essere presente fisicamente, la vedo e le parlo grazie ad un drone volato fin qui e lei mi vede su un piccolo monitor. Nessun contatto fisico, nemmeno una stretta di mano.

Lei non è stato condannato, non è stato messo al confine e poi questo luogo non è fuori dalle acque territoriali e quindi potrebbe essere estradato…, insomma perché vive qui?

Va meglio come domanda?

G

La trova una scelta così originale?

D

L’accusano di essere un terrorista come l’Isis, al Qaeda o Hezbollah, di mettere in pericolo la sicurezza nazionale, ha rivelato dati sensibili…

G

Per tante persone sono un eroe!

D

Ma l’opinione pubblica è sempre meno dalla sua parte

G

È solo fango! Chi svelava la verità una volta veniva incatenato alle rupi o crocifisso, ma Imprigionare o uccidere crea dei miti potenti capaci di sollevare le masse. Così il potere ha elaborato un sistema più sottile: screditare chi svela i suoi segreti.

D

Beh, non può negare di aver aperto dei bei vasi di Pandora!,

G

Non nego che la verità possa fare male, ma schiantarsi contro ad uno scoglio perché non si sa dove si trovi fa altrettanto male. Forse di più.

Cerco solo… ho cercato di dare una possibilità di scelta

D

libero arbitrio?

G

Sì, ma non nel significato cattolico

D

Mi pareva avesse detto che era una scelta spirituale la sua, forse si è ritirato qui per purificarsi da un peccato?

G

Non sia ridicola, non mi pento di niente. Gli esseri umani si sono giocati il paradiso terrestre per conoscere. Non credo nel peccato, ogni scelta ha una sua ragione.

D

Quindi pensa sia lecito ferire, fare del male, mettere in pericolo?

G

Penso che conoscere la verità renda superfluo il male

D

Non si sente prigioniero a vivere qui? Potrebbe andare dove vuole, parlare alla gente…

G

Intende predicare? No, fare comizi non è nel mio stile, non devo convincere nessuno di niente. Non tiro conclusioni, informo. Mi muovo dentro passato, presente, futuro e come vede sono ben attrezzato per comunicare e Ricevere comunicazioni. In costante contatto con il mondo.

Non sono i luoghi a condizionare la libertà, ma certo stare soli con se stessi per qualcuno è spaventoso!

D

Andiamo! Lei evita la mia domanda!

G

No, è lei che si aspetta un certo tipo di risposta. Una risposta che si possa confrontare con quelle ordinate ed etichettate dentro ad una scatolina che si tiene stretta.

Faccia come me, butti il contenuto della scatola al vento.

Poi le risposte arriveranno

Fedra’s love – COME CONVINCERE UNA DONNA A DISINNAMORARSI IN DIECI MOSSE

Se ti trovi alle prese con una donna assurdamente innamorata, decisa ad esporsi alle peggiori conseguenze pur di soddisfare le sue brame, puoi intervenire, per riportarla alla ragione, mettendo in pratica le dieci semplici mosse sotto elencate.

Uno: empatia, comprendere per combattere

Quando ti cercherà lasciala sfogare, non criticare, mantieni un profilo basso ma amichevole, falle capire che la comprendi, che le sei vicina e lei sarà più disponibile ad ascoltare i tuoi consigli.

Due: ridimensiona il fatto

Lei userà espressioni eccessive per descriverti il suo stato: tanto dolore, petti squarciati, bruciore, fuoco, lance che trafiggono, cuori strappati. Dirà che sta morendo. Tu sdrammatizza, dopo tutto è solo amore.

Tre: non con gli occhi dell’amore

Non è possibile fare la giusta scelta se non si guardano i fatti obiettivamente. Quindi metti la donna innamorata difronte alla realtà, falle vedere come è veramente l’oggetto del suo amore. Spiegale che non è poi così attraente, motivale la tua poca simpatia per lui: puzza, non si lava, è grasso, noioso, malato di inedia, banale e stronzo.

Quattro: chiodo schiaccia chiodo

Se il pensiero di perdere la tensione emotiva che la fa sentire tanto viva la spingerà ad aggrapparsi ancora di più alla sua ossessione dicendo che è scritto, è destino, non può essere altrimenti che così, tu invitala a farsi un’altra storia. Infondo non è la prima volta che le succede. L’amore ti prende e ti molla con la stessa facilità, lei ha già fatto questa esperienza.

Cinque: non è sano

Falle un elenco di tutti i motivi per cui è meglio lasciar perdere: hai vent’anni più di lui, sei la sua matrigna, sei sposata con suo padre, sei di sangue reale e se qualcuno lo scopre dirai addio al trono e alla bella vita. Insomma, tra le righe, insinua il concetto che è solo una vecchia, stupida e ridicola.

Sei: Ripeti il punto tre.


Sette: Ripeti il punto cinque.


Otto: l’opinione pubblica

È il momento di usare la carta dell’amor proprio. Incalzala con i “hai presente cosa penserebbero e direbbero di te?”

Nove: butta acqua sul fuoco

Il sesso con lui? Un disastro! Falle intendere che lo sai da fonti certe.

Dieci: spingila a decidere.

Insisti, insisti con le domande, fai pressione perché ti dia una risposta. Perché prenda la decisione. Allora, hai deciso? Cosa pensi di fare? Quindi? Alla fine vedrai che lo lascerà perdere.

Così dichiarerà.

Ma solo un attimo più tardi sarà preda della sua ossessione esattamente come prima.
A questo punto non ti resta che riprendere e ripetere con pazienza e determinazione punto per punto le dieci mosse.
Oppure, credimi, semplicemente lascia perdere.