Asfalto caldo

come te
non drena niente di me
l’asfalto ricotto e sporco
eppure

ogni estate mi porta lontano

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se stai attento

rondine di mare

mi incontrerai

se stai attento

nel punto esatto

dove finisce il cono della luce

di un lampione

sul confine sfumato della nebbia o

sulla soglia di un tempio

in una giornata di pioggia

cercami lì

Da qui ti ho visto

cres-particolare

che dipenda
da un riflesso più cangiante
dalla luce
che rifrange facce diverse
di uno stesso intero
o dal difetto del mio occhio
che il tempo ha reso incerto, adatto
a percepire un altro aspetto delle cose
sfumature
dissolte o fuse
mancando loro il confine netto
della messa a fuoco
e nel gioco del comporre
del fare e del disfare le diverse forme
nel vedere oltre
la convenzione rigida del pensiero
tale permane l’impressione
di un di te sdoppiato
guardato di scorcio, sentito diverso
dal corpo che lo veste
e che ha percorso tanto della vita
e in questo mio vederti a nuovo
nel definirti, sfuocandoti,
limpido e assoluto
potente, arcaica onda di energia
via, fuori dal senso fisico
dalla sua ambigua percezione
ferma io su un punto anomalo
guardandoti da questa posizione
ecco
da qui ti ho visto