Senza arte né parte

29.12.15
Sono felice

di una felicità diversa

fatta della stessa pasta

del pane.

di dettagli,

di un pensiero estorto

solo con gli occhi,

della  marmellata

rimasta sull’orlo del vasetto

che ripulisci leccandoti il dito,

Sono felice

delle sfumature del silenzio

che riempiono,

delle parole

che  la Vita parla a piccoli gesti,

dell’impegno che ci mette a raccontarle

sono felice,

senza arte né parte.

Pulviscolo

di questi tempi

-Esci?-
Ti sei alzato. Da molto il sonno ti fa poca compagnia, ma la notte che finisce non lascia più un’inquietudine densa. L’angoscia sbiadisce nel tempo.
-Dove vai?- Quarantacinque anni a condividere lo stesso letto le danno il diritto di chiedere.
-Sulla collina.-
-Anche oggi?-
-Sto bene.- Senti la pena che trafila dalle parole e col braccio circondi le sue spalle mentre ti accompagna alla porta, non ti può trattenere, lo sa.
Non sei più suo, pensi, né più tuo. E non sai come dire che la vita di sempre riflette un’onda che ti allontana di più. Cerchi il tuo posto. E non è qui.
Segui la strada fino al sentiero che sale tra spinose acacie dorate, poi tra castagni. Più su, sui prati stesi a mezzogiorno, abbandoni il rimorso di star bene da solo.
Cammini.
Un piede avanti all’altro scandisci lo spazio. Il tempo non lo vuoi misurare.
Ascolti…

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